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DET NORSKE INSTITUTT I ROMA – bozza annuario 60

DET NORSKE INSTITUTT I ROMA

ISTITUTO DI NORVEGIA IN ROMA

Viale Trenta Aprile, 33 – 00153 Roma

Tel. 06-58391007 – Fax: 06-5880604

Posta elettronica: post@roma.uio.no

 

L’Istituto di Norvegia in Roma è un centro di ricerca dell’Università di Oslo. Venne istituito ufficialmente nel 1959 e, fin da subito, tra i suoi scopi, ci fu quello di assistere e fornire un luogo di incontro e di studio per i ricercatori norvegesi, che svolgevano attività di ricerca umanistica in Italia e a Roma, beneficiando della presenza di un’inestimabile ed unica concentrazione di archivi, biblioteche e monumenti. La contemporanea presenza di ricercatori, studenti e studiosi indipendenti in un ambiente unico, appositamente dedicato allo studio ed alla ricerca, contribuisce a creare un’atmosfera adatta a condividere liberamente le proprie conoscenze.

L’Istituto svolge attività di ricerca e insegnamento nell’ambito dell’archeologia, l’arte e la tradizione culturale italiana e dei paesi del mediterraneo, concentrandosi sull’antichità classica ed europea che ne sono le basi, così come sullo studio della lingua, della cultura e della società fino ai nostri giorni. L’istituto persegue un particolare interesse per i collegamenti che intercorrono tra le aree del Mediterraneo e gli altri paesi europei, non ultime le antiche aree del nord Europa, e per questo lavora alla promozione di reti di ricerca che includano sia i paesi nordici che l’Italia. Ciò lo rende un luogo di incontro per ricercatori e studenti, in cui si promuove la cooperazione e la discussione interdisciplinare andando oltre i confini istituzionali e nazionali. Workshops e seminari a partecipazione internazionale vengono organizzati in collaborazione con istituzioni norvegesi e italiane, con lo scopo preciso di essere un luogo di incontro per i ricercatori e per la ricerca. L’istituto ospita un gruppo di ricercatori di post-dottorato e ricercatori in visita che svolgono i loro studi nei campi della storia dell’arte e della storia culturale italiana, e sostiene i soggiorni dei ricercatori norvegesi che lavorano alle loro tesi di Master e di PhD a Roma. L’Istituto accoglie numerosi corsi organizzati dalle università norvegesi in archeologia, arte, tradizione culturale e sociologia del Mediterraneo. Particolare impegno viene dedicato all’organizzazione del corso (a livello bachelor) sulla ricezione di Roma e su Roma antica, così come alla realizzazione del corso estivo di Lingua e cultura italiana. Per più anni l’Istituto ha ospitato il Corso per il Diploma Europeo di Studi Medievali della Fédération Internationale des Instituts d’Études Médiévales, e sarà felice di ospitare nuovamente il corso sul Gianicolo in futuro.

La biblioteca di ricerca dell’Istituto è focalizzata sulla tarda antichità e l’alto medioevo; è dotata di postazioni di lavoro per gli utenti che ne consultano le collezioni. Oltre a workshops, seminari ed eventi pubblici, l’Istituto organizza annualmente la Conferenza “L’Orange”, in memoria del suo fondatore il professor Hans Peter L’Orange

In alcuni casi il testo della Conferenza “L’Orange” viene pubblicato sulla rivista scientifica annuale edita dall’Istituto: «Acta ad archaeologiam et artium historiam pertinentia». Diversi sono i progetti internazionali di scavo cui l’Istituto ha preso parte negli anni, tra i quali citiamo le iniziative di scavo italo-scandinavo della antica città di Ficana (1976-1981), del tempio dei Castori al Foro Romano (1983-1985) e di una villa romana sul lago di Nemi (1998-2002).

DIREZIONE

Direttore: 
Prof. Christopher Prescott
(06.58391008; christopher.prescott@roma.uio.no)

Amministrazione:
Dott.ssa Anne Nicolaysen
(06.58391006; anne.nicolaysen@roma.uio.no)
Dott.ssa Mona E. Johansen
(06.58391007; m.e.johansen@roma.uio.no)

Bibliotecaria:
Dott.ssa Manuela Michelloni
(tel. 06-58391005; manuela.michelloni@roma.uio.no)

CONSIGLIO DELL’ISTITUTO

Mathilde Skoie (Professoressa di Studi classici, Università di Oslo);
Brita Brenna (Professoressa di Museologia, Università di Oslo);
Søren Handberg (Professore associato, Archeologia, Università di Oslo);
Åslaug Ommundsen (Professoressa di Filologia latina medievale, Università di Bergen);
Håkon Roland (Professore associato, Numismatica, Università di Oslo;
Thorbjørn Nordbø (Vice direttore, Facoltà di Scienze Umanistiche, Università di Oslo).

RICERCATORI

Dott. Simon Barker

La ricerca del dottor Simon Barker verte principalmente sull’esplorazione delle pratiche di riuso (spolia) su ampia scala (e cioè il riutilizzo visibile del materiale più antico). Il progetto di ricerca in questo ambito si sviluppa ad un livello molto ampio e copre approcci teorici all’economia del riutilizzo nell’antichità, il commercio di materiali riciclati, testi legali relativi alle demolizioni, e nuove forme di riuso scultoreo. La pratica della rilavorazione (re-carving) è essenziale per la comprensione della produzione scultorea nel periodo romano. Anche se i ritratti ci offrono alcune della più convincenti testimonianze per quel che riguarda il riciclo, i romani riutilizzavano sia marmo scolpito che elementi decorativi in marmo in ampie quantità e per molti scopi diversi.La ricerca si svilupperà esaminando le pratiche di riciclo durante la transizione tra l’Epoca Imperiale e la Tarda Antichità. Gli spolia, durante la Tarda Antichità, venivano utilizzati in tutte le tipologie di monumenti, incluse chiese e cinte murarie cittadine, trasformando l’aspetto della città antica e rivelando un mutamento nella relazione tra i costruttori e il cantiere urbana. Il progetto analizzerà il riutilizzo di elementi architettonici, statue e basamenti in specifiche città dell’Impero Romano. Produrrà una valutazione sistematica di una pratica che era di cruciale importanza per la definizione fisica e visuale delle città tardo antiche ed era una cultura materiale nettamente distinta da quella del periodo classico.

Dott. Mattia Biffis

Le materie di interesse del dottor Mattia Biffis sono principalmente Storia dell’arte (in particolar modo l’arte veneziana del XVI secolo e l’arte bolognese del XVII secolo) Cultural history e storia intellettuale, studi sul Rinascimento, geografia dell’arte, mobilità degli oggetti e studi sulle provenienze, “Exile studies”, cultura materiale dell’identità, storia del collezionismo, storia della critica d’arte. La ricerca di Mattia Biffis si focalizza prima di tutto su problemi geografici e di materialità, e in particolare sui concetti di spostamento fisico e mobilità degli oggetti d’arte e delle forme di conoscenza nell’Europa del primo Rinascimento. Ha lavorato su soggetti quali la rappresentazione dell’esilio, la ricerca dell’identità nei individui in movimento del primo Rinascimento; la mobilità delle opere d’arte e la loro provenienza storica. Affrontando la carriera dell’artista migrante durante il Rinascimento a Venezia, la tesi di dottorato analizzava l’integrazione culturale e professionale del pittore emigrato in Italia nel primo Rinascimento, prendendo in considerazione i loro ruoli di agenti del cambiamento artistico. Come membro del progetto di ricerca “Early modern sources in translation” presso la Galleria Nazionale d’arte di Washington DC, il dottor Biffis mantiene un forte interesse di ricerca nel campo dell’arte e della cultura barocca, e nella storia della critica d’arte. Con il titolo “Pittura, distanza, e circolazione: una geografia delle cose nella prima età moderna, il suo attuale progetto di ricerca indaga le circostanze fisiche e materiali, attraverso le quali l’arte si trasmette, sposta, e ricontestualizza nel mondo rinascimentale, creando nuovi mercati, pubblico e significato.

Dott. Samuel Andrew Hardy

Il Progetto di ricerca del dottor Samuel Andrew Hardy si inserisce in un progetto più ampio e di respiro internazionale dell’Università di Oslo dal titolo «Heritage Experience Initiative», il suo particolare progetto va ad indagare l’ambito del traffico illecito di beni culturali. Poco si conosce sul traffico illecito di beni culturali in generale, ancora meno si sa di quel che accade in scenari di conflitto. Il progetto di ricerca del dottor Hardy vuole documentare chi è coinvolto in questi traffici, se si tratta di criminali comuni, criminalità organizzata o criminali con motivazioni politiche (siano essi terroristi o organismi paramilitari dello stato); quali sono le modalità in cui si manifestano, il saccheggio, il contrabbando, la criminalità organizzata e il riciclaggio di denaro; e come gli autori del crimine riescano a uscirne puliti, utilizzando la corruzione, il traffico illegale online con l’ausilio di comunicazione criptata, oppure grazie all’assoluta mancanza di strumenti legislativi in questo campo (che affligge i crimini legati ai beni culturali anche in tempo di pace). Il dottor Hardy è particolarmente interessato al collegamento tra i crimini legati ai beni culturali e problemi politici ampi, sia che si tratti della mancanza di protezione e supporto per civili intrappolati o richiedenti rifugio, che vengono costretti a contrabbandare; sia che si tratti dello sfruttamento del patrimonio culturale in teatri di guerra ibridi (si pensi alla propaganda in Yemen, Siria e Ucraina).

Dott. Perry Mcpartland

Il progetto di ricerca del dottor McParland, trae origine dal suo PhD e si focalizza sulla corrispondenza tra la macchina scenica teatrale e le figure retoriche delle commedie di Shakespeare e le strategie visuali dell’arte manierista. Questo studio legge i lavori drammatici di Shakespeare come “radicati” nel manierismo e costituiti in accordo con un numero di meccanismi, strategie ed effetti sorprendentemente simili. I 10 mesi di soggiorno-studio romano permetteranno al dottor McPartland di estendere la ricerca dell’arte manierista e della cultura rinascimentale.

Prof. Christopher Prescott

Direttore dell’Istituto di Norvegia in Roma, in precedenza professore di archeologia all’Università di Oslo; i suoi interessi di ricerca si concentrano soprattutto sull’epoca Neolitica e l’Età del Bronzo, sulla storia e la teoria della disciplina archeologica, sul patrimonio culturale (heritage) e la globalizzazione; su archeologia e scienza ed archeologia di montagna.

Dott.ssa Courtney Ward

Archeologa interessata alla storia, alla società e all’arte dell’Italia romana; i suoi soggetti di ricerca gravitano attorno agli studi di genere e l’identità, l’ornamento personale e le donne di Roma antica. Particolarmente interessata ai modi in cui i gioielli agivano come significante sociale nei confronti degli altri in merito all’identità e allo status di chi li indossava. Il progetto all’istituto norvegese si focalizzerà prima sull’identificazione di questi significanti sociali nel cuore della Roma italiana e, successivamente, sulle modalità in cui quei segni venivano recepiti e modificati nelle province.

MEMBRI

Johann Rasmus Brandt, prof. em.

Archeologia romana; È professore emerito di archeologia presso l’Università di Oslo e ha dedicato e dedica  is uoi studi all’archeologia, arte e architetturea, greca e romana, occupandosi in questo ambito anche della produzione ceramica e di iconografia. Ha partecipato e partecipa al progetto di scavo e ricerca dell’Università di Oslo presso Hierapolis in Frigia (Turchia).

Dott.ssa Line Cecilie Engh:

Storia medievale; «La sposa del papa. L’impatto della metafora del matrimonio sulle relazioni di potere in Europa occidentale, 1150-1400». Il progetto affronta sia un’analisi teorica che specifica dell’impatto della metafora. Analizzerà come e perché una specifica metafora – la sposa di Cristo – emerse dal mondo dei testi teologici nel periodo tardo medievale per diffondere aspetti centrali dello sviluppo sociale, ideologico ed istituzionale dell’Europa Occidentale. In che modo l’immagine della sposa si muove tra il delimitato ambiente intellettuale dei monasteri e l’arena politica e pragmatica del papato al tempo della Riforma, genera complessi modelli ideologici che stabiliscono e regolano sia l’istituzione del matrimonio che le strutture delle gerarchie politiche dell’Europa occidentale. Il progetto si interroga circa i modi attraverso i quali i nascosti significati ideologici e cognitivi, legati al corpo ed al genere, hanno aiutato a diffondere le costruzioni delle relazioni di autorità e potere.

Siri Sande, prof.ssa em.

Archeologia romana; Siri Sande ha dedicato i suoi studi principalmente all’arte e architettura romana. Ha partecipato a scavi al Foro Romano, ha collaborato alla pubblicazione scandinava del Tempio di Castore e Polluce al Foro Romano, ha pubblicato un catalogo di  antichi ritratti presenti in collezioni norvegesi e numerosi articoli sulla Roma della tarda antichità. E’ curatrice insieme a Sebastian Salvadò degli Acta Acta ad archaeologiam et artium historiam pertinentia.

BORSISTI

Dott.ssa Lorenza La Rosa (PhD Archeologia, Università di Oslo): «La produzione di ceramiche romane in Italia centrale».

Magdalena Hebda (MA, Lingua e letteratura italiana, Università di Oslo): «Caratteristiche nazionali e riferimenti alla storia d’Italia in opere selezionate di Giuseppe Verdi».

Oana Nicoleta Antonescu (MA, Lingua e letteratura italiana, Università di Oslo): «Sibilla Aleramo e Natalia Ginzburg».

Lisa Vurro Flatby (MA, Storia, Università di Oslo): «L’ideologia neofascista italiana».

Prof. Berit Eide Johnsen (Dipartimento di religone, filosofia e storia, Università di Agder): «Il dominio delle città nella regione nordica tra il 1500-1850 ca..».

Prof. Hans C. Garmann Johnsen (Dipartimento del lavoro e dell’innovazione. Università di Agder): stesura del progetto per il libro dal titolo «Sviluppare consocenze scientifiche sostenibili: una sfida per la scienza nella società».

Dott. Christian Bull (Dipartimento di filosofia, studi classici, storia e storia delle idee, Università di Oslo): stesura del progetto per il libro «Traduzione dal copto dell’Agiografia di Epifanos di Salamina».

Dott. Alexander Kocar (PhD Priceton University): traduzione di manoscritti copti conservati presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Dott.ssa Siv Rebekka Runhovde (PhD Criminology, Accademia di Polizia di Oslo): «La prevenzione dei furti e delle vendite illegali di opere d’arte e oggetti di interesse culturale in Norvegia, Francia e Italia».

Prof.ssa. Lisbeth Prøsch Danielsen (Botanica, Museo di archeologia, Università di Stavanger / Università di Oslo): «Vegetazione e archeologia».

Dott.ssa Samantha Smith (PhD, Dipartimento di studi linguistici, letterari ed estetici, Università di Bergen) : «Documentazione visiva a Bologna nel Rinascimento: il ruolo delle immagini nella comunicazione della conoscenza nel tardo Cinquecento e primo Seicento».

Prof. Wenche Rønning (Dipartimento per l’istruzione e per l’apprendimento permanente, Norwegian University of Science and Technology di Trondheim (NTNU) : stesura di un articolo di pedagogia.

Anna Danilova (PhD Dipartimento di archeologia, storia, cultural studies e religione, Università di Bergen): «Segregazione territoriale in Ostia Antica: comunità protette (gated communities)».

Prof. Simon Malmberg (Archeologia Classica, Dipartimento di archeologia, storia, cultural studies e religione, Università di Bergen): «Il Tevere: modellando il movimento e lo sviluppo urbano».

Prof. Trygve Wyller (Facoltà di teologia, Università di Oslo): «When religion subeverts. Migrant practices, heterotopias and decolonializing ecclesiiologies».

Prof.ssa Anna Wainwright (Italian studies, Università del New Hampshire): «L’eredità di Santa Brigida di Svezia: donne, politica e Riforma nell’Italia del Rinascimento».

Dott.ssa Marianne Hem Eriksen (Archeologia, Museum of Cultural History, Università di Oslo: stesura dell’articolo «L’architettura dal Neolitico alla prima Età del Bronzo»; lavoro alla monografia dal titolo «Archaeology of dwelling».

DOCENTI

Giuliano D’Amico, Prof. associato di Storia della letteratura, Università di Oslo;
Line Cecilie Engh, Prof.ssa associata di Storia delle idee, Università di Oslo;
Anne Eriksen, Prof.ssa di Cultural History e Museologia, Università di Oslo;
Unn Falkeid, Prof.ssa di Storia delle idee, Università di Oslo;
Lasse Hodne, Prof. di Storia dell’arte, Norwegian University of Science and Technology di Trondheim (NTNU);
Simon Malmberg, Prof. di Archeologia classica, Università di Bergen;
Einar Petterson, Prof. di Storia dell’arte, Università di Oslo;
Sergio Sabbatini, Prof. di Lingua, storia e cultura italiana, Università di Oslo;
Mathilde Skoie, Prof.ssa di Studi classici, Università di Oslo;
Per Sigurd Styve, Prof. di Storia dell’arte, Università di Oslo;
Einar Thommasen, Prof. di Religione, Università di Bergen;
Sissel Undheim, Prof.ssa di Religione e studi classici, Università di Bergen;
Elisabetta C. Wolff, Prof.ssa di Storia, Università di Oslo.

 STAGISTI

Åmund Blakar: MA in Storia, Università di Oslo;
Madeleine Ensrud: MA in Storia, Università di Oslo;
Wanja Larsen: MA in Cultural History, Università di Oslo;
Christina Von Schiervick: MA in Archeologia, Università di Oslo;
Nathan Mario Senise; BA in Scienze Politiche, LUISS Guido Carli; Roma.

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L’Istituto di Norvegia in Roma possiede una biblioteca di ricerca aperta al pubblico e liberamente accessibile dalle ore 9:00 alle ore 16:00 dal lunedì al venerdì. La sua collezione altamente specializzata di libri e riviste scientifiche (22.600 documenti circa), immagini storiche e documenti d’archivio (più di 6000 documenti fotografici) è il centro dell’attività di ricerca, di studio e di condivisione delle conoscenze che si identificano con gli scopi dell’Istituto. Le raccolte sono specializzate in Storia dell’arte della Tarda Antichità e del Medioevo, focalizzate su Roma, l’Italia e sui paesi del Bacino del Mediterraneo. La biblioteca conserva anche una considerevole collezione di libri di Archeologia classica, Storia della chiesa, Arte bizantina, e Storia Romana. Il patrimonio librario è consultabile online attraverso i cataloghi  URBS (Unione Romana Biblioteche Scientifiche) e  URBiS Library network.