Author: AccRomania

Accademia di Romania – Corsi di Formazione

Accademia di Romania – bozza annuario 57

ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA

Piazza José de San Martin, 1 – 00197 Roma

Tel. 06.3201594 – 06.3208024 – 06.323.67.72 Fax: 06.3216964

Sito internet: www.accadromania.it

Posta elettronica: accadromania@accadromania. it

Un primo disegno di fondazione della scuola romena di Roma risale al 1914, ma la Grande Guerra impedì l’attuazione del progetto. Nel 1920 il Parlamento della Romania approvava una legge – ideata e promossa dallo storico Nicolae Iorga (1871-1940) e dall’archeologo Vasile Pârvan (1882-1927) – che prevedeva la fondazione di accademie romene all’estero: la Scuola romena di Fontenay aux Roses a Parigi e la Scuola Romena di Roma. Erano entrambe destinate al perfezionamento dei giovani romeni nel campo delle discipline umanistiche (lettere classiche e moderne, storia e archeologia), delle belle arti e dell’architettura.
L’8 luglio 1921 il Governatore di Roma metteva a disposizione dello Stato romeno un terreno a Valle Giulia per la costruzione di un immobile che accogliesse un’Accademia di Storia, Archeologia e Belle Arti. La Scuola iniziò la propria attività il 1° novembre 1922 in una sede provvisoria in Via Emilio de’ Cavalieri 11. L’attuale sede, inaugurata nel gennaio 1933, fu edificata sotto la direzione dell’architetto Petre Antonescu, grazie alla munificenza della Banca Nazionale della Romania, che sostenne tutte le spese di costruzione arredo. A quella data funzionava già la British School in un vicino palazzo e, nei decenni seguenti, con l’edificazione delle altre accademie straniere, Valle Giulia si trasformò in una vera e propria “Valle delle Accademie”.
Dal 1922 al 1947 alla Scuola Romena furono inviati dalle quattro università della Romania di allora (Bucarest, Cluj, Iasi e, fino al 1940, Cernauti) i migliori laureati nelle discipline: archeologia, storia, lettere, belle arti ed architettura. Le borse di studio erano elargite dal Ministero romeno dell’Istruzione pubblica. L’attività scientifica della Scuola era patrocinata dall’Accademia Romena di Bucarest. Circa centosettanta giovani romeni studiosi poterono perfezionarsi alla Scuola Romena di Roma e molti di loro diventarono di seguito personalità di spicco in Romania e all’estero.

Nel 1947 le nuove autorità romene imposte da Mosca decisero la chiusura dell’istituzione. Dal 1947 al 1969 l’Accademia rimase chiusa, l’edificio degradandosi gradualmente. Nel periodo del “disgelo” nei rapporti tra la Romania comunista e l’Occidente, la sede dell’Accademia fu riaperta come “Biblioteca Romena di Roma” diretta, inizialmente, dall’italianista Alexandru Balaci.

Solo nel 1990, dopo la caduta, a Bucarest, del regime totalitario, l’istituzione cambiò nuovamente statuto, ridiventando l’Accademia di Romania a Roma. Sotto la direzione di Zoe Dumitrescu Busulenga (1991-1997), Marian Papahagi (1997-1999), Dan Eugen Pineta (2001-2008) l’istituzione fu riportata gradualmente al suo scopo iniziale. Dal 1999 sono elargite le borse di studio “Vasile Pârvan” nei campi tradizionali di perfezionamento post-universitario e post-dottorale. Nel 2000 è stata ripresa la pubblicazione dell’annuario Ephemeris Dacoromana e nel 2005 l’Accademia di Romania è ritornata nel seno dell’Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell’Arte di Roma. Dopo la creazione, nel 2003, dell’Istituto Culturale Romeno, l’Accademia di Romania ha assunto anche il ruolo d’istituto culturale romeno all’estero.

L’Accademia di Romania svolge la propria attività in base all’Accordo Culturale tra la Romania e l’Italia. La sua gestione è affidata al Ministero degli Esteri della Romania, le sue attività scientifiche sono coordinate dall’Accademia Romena di Bucarest e dal Ministero romeno dell’Educazione Nazionale e quelle culturali dall’Istituto Culturale Romeno.

Direzione e staff:

Direttore:
prof. Mihai Bãrbulescu, membro corrispondente dell’Accademia Romena (Bucarest)

Direttore dei programmi culturali:
Daniela Crãsnaru

Responsabile della Biblioteca e dei rapporti accademici:
dr. Iulian Mihai Damian

Addetti ai programmi culturali:
Daniela Mihaela Ispas
Valentina Andrei 

Borsisti vincitori delle borse nazionali “Vasile Parvan”
2014-2015

Andrei CIURDARESCU, Arte contemporanea

Neo mappa mundi

Simina Elena RATIU (in BAUMGARTEN), Letteratura

Utopia e anti-utopia a tra Otto e Novecento in Italia

Ionela BANTA, Storia contemporanea

Identità culturale nei programmi radiofonici in lingua romena della Radio Vaticana, 1970-1989

***

La biblioteca dell’Accademia di Romania in Roma è tra le più grandi biblioteche romene all’estero, con un patrimonio che, oltre ai periodici, ammonta a 35.000 volumi. Il profilo funzionale è essenzialmente quello di biblioteca di ricerca e studio, specializzata in storia, archeologia, architettura, storia dell’arte e letteratura romena.

Il catalogo elettronico parziale è consultabile tramite la pagina web dell’Accademia. E’ possibile ottenere informazioni bibliografiche più dettagliate e programmare una visita scrivendo a biblio@accadromania.it.

Orario di apertura
lunedì e mercoledì: dalle 14 alle 18
martedì, giovedì e venerdì: dalle 9 alle 13

Cenni storici
La storia della biblioteca s’intreccia strettamente con il destino dell’Accademia di Romania. Un primo fondo librario, formato tramite donazioni, acquisti o scambi, fu organizzato già nell’autunno del 1923 dallo stesso Vasile Pârvan. Si trattava di circa 2000 volumi di filologia, archeologia, storia e arte romena, con una spiccata predilezione per l’Europa centro-orientale e balcanica. Pârvan si prodigò per completarla con le più importanti pubblicazioni serbe, bulgare, greche, ungheresi e russe, e anche con i principali lavori occidentali sull’argomento. Quest’orientamento era stato voluto non solo per favorire le ricerche dei membri della Scuola, ma anche degli altri studiosi italiani e stranieri interessati a tali argomenti e venne mantenuto quasi inalterato fino al 1947 (sotto le direzioni di G. G. Mateescu, Emil Panaitescu e Scarlat Lambrino).
Importanti fondi librari si aggiunsero negli anni seguenti: Pârvan stesso (con il suo testamento datato Baden-Baden, 25 maggio 1927) decise di lasciare la sua intera biblioteca alla Scuola Romena di Roma, suggellando con un atto concreto lo stretto legame con la sua creatura; nel 1931 fu destinato ad acquisizioni librarie tutto il resto del denaro che la Banca Nazionale aveva elargito per il mobilio della nuova sede di Valle Giulia. Il patrimonio si accrebbe costantemente: dai 3000 volumi nel 1930, arrivò a 5000 titoli (volumi e riviste) già alla fine del 1931, 6000 nel 1932-33 e ben 7.000 nel 1934-35, tra cui anche libri rari. La biblioteca aumentò nel 1935-36 di circa 2000 volumi e i periodici arrivarono a 246; nel 1936-37 si aggiunsero altri 745 libri. All’inizio della seconda guerra mondiale la biblioteca della Scuola aveva oltre 11.000 volumi e continuò ad arricchirsi anche durante gli anni difficili della guerra: nell’anno accademico 1941-42 raggiunse quasi 13.000 volumi e arrivò a ben 14.000 nel 1947, quando le nuove autorità comuniste romene decisero la chiusura della Scuola.
Fino al 1946 la Scuola ebbe una politica di acquisizioni sostenuta, investendo notevoli risorse finanziarie. In più, l’Accademia Romena di Bucarest e varie case editrici della Romania (come l’Uniunea Fundatiilor Regale o Scrisul Românesc di Craiova) inviavano con regolarità e a titolo gratuito le loro pubblicazioni alla biblioteca. Grazie alle pubblicazioni della Scuola (Ephemeris Dacoromana e Diplomatarium Italicum) numerose riviste arrivarono grazie a politiche di scambio.
L’organizzazione della biblioteca fu affidata inizialmente al segretario permanente e ai membri della Scuola: si avvicendarono nel ruolo di alumnus-bibliotecario Alexandru Busuioceanu, Virgil Vatasianu nel 1931 (che realizzò un catalogo della biblioteca), Octavian Floca, Mihail Macrea e Dionisie M. Pippidi nel 1932. La presenza di un bibliotecario fisso e retribuito fu invece sancita solo nel 16 maggio 1941 dalla nuova Legge di organizzazione delle Scuole Romene di Roma e di Parigi. Durante gli anni della seconda guerra mondiale l’incarico fu coperto da Dinu Adamesteanu (già membro della Scuola nel 1939-41). In questo periodo la biblioteca della Scuola fu una delle poche tra quelle appartenenti a istituzioni straniere a Roma a continuare a funzionare.
La chiusura della Scuola agli inizi del 1948 provocò gravi danni alla sua biblioteca. Il suo fondo librario fu in parte trasferito a Bucarest, ma numerosi libri andarono dispersi.

Nel 1969, alla riapertura dell’Accademia, sotto il nome di Biblioteca Romena di Roma, furono portati da Bucarest circa 14.000 volumi. A differenza delle collezioni del periodo interbellico, basate sulla storia, l’archeologia, la storia dell’arte e la filologia classica, adesso (e negli anni a venire) la biblioteca romena era regolarmente dotata dalla Romania con libri dei settori disciplinari più vari (filosofia, sociologia, economia, diritto, etnografia e folclore, linguistica e filologia, matematica, fisica, chimica, geofisica, biologia, botanica, zoologia, medicina, ingegneria, agronomia, zootecnia, belle arti, architettura, musica, teatro, letteratura, storia e archeologia). Da aggiungersi le riviste degli stessi ambiti disciplinari. L’intento però era quello di presentare un panorama quanto più vasto della scienza e della cultura romena contemporanea. Le autorità intendevano trasferire alla biblioteca parte del fondo librario che era appartenuto all’ex Scuola romena di Roma, ma solo nel 1972 vi ritornarono le prime 500 opere ed il processo continuò fino agli anni Novanta.

Dopo il 1989, la biblioteca ha cambiato nuovamente orientamento e politiche di acquisizione. Tra il 2002 e il 2004 si è alleggerita di circa 8.300 volumi tra titoli di propaganda o di settori disciplinari impropri. Grazie a donazioni da parte delle istituzioni romene o a titolo individuale nel 1998 ha raggiunto circa 33.000 volumi, di cui 2.800 provenienti dall’antico fondo librario della biblioteca interbellica, riportati da Bucarest. Fino al 2013 il suo patrimonio librario è aumentato di poco, per mancanza di fondi adeguati, arrivando a oltre 35.000 volumi, cui si sommano i periodici. Dal 2004 è iniziata la catalogazione elettronica dei fondi librari.

 

 

Accademia di Romania – BORSISTI

Andrei CIURDARESCU, Arte contemporanea (dal 1° ottobre 2014 al 30 settembre 2015)
Neo mappa mundi
(contact@andreiciurdarescu.ro)

Simina Elena RATIU (coniugata BAUMGARTEN), Letterattura (dal 1° ottobre 2014 al 31 luglio 2012)
Utopia e anti-utopia a tra Otto e Novecento in Italia
(simina.baumgarten@gmail.com)